Pianificazione

Pianificazione

Questa scheda ci sta particolarmente a cuore, perché è la carta che – se finalmente giocata bene – può permettere al Comune di Agno di fare il salto di qualità che merita sia per il pro­prio territorio che per le finanze, proiettandoci nei prossimi decenni con un piano urbano moderno ed efficace. Vogliamo essere razionali ma ambiziosi perché il nostro territorio ha le potenzia­lità per permetterselo.

Il quadro territoriale in cui viviamo ha subito, subisce e subirà importanti mutamenti, segnata­mente in varie zone e per diversi indirizzi:

e necessita una visione d’insieme aggior­nata che lo sviluppo a macchie, con singole varianti che non comunicano tra loro, non permette. Senza dimenticare che il rapido sviluppo della tecnologia impatta sul ter­ritorio e necessita di un adeguamento della pianificazione (centrali termiche ecologiche per quartiere, mobilità integrata, zone senza inquinamento elettro­magnetico, etc.).

Alla Variante Monda-Bolette, chiaro esem­pio di mancanza di progettualità ed evi­dente inca­pacità del Dicastero della pianifi­cazione di cogliere le opportunità, dediche­remo un’atten­zione particolare con una prossima, dettagliata scheda.

L’attuale Piano Regolatore

L’attuale Piano Regolatore di Agno (PR) è stato adottato con il Consiglio Comunale del 20 gennaio 2000 e formalizzato dal Consiglio di Stato il 17 dicembre 2002. I lavori preparatori sono iniziati nei primi anni ’90, con un Piano d’indirizzo (1991) ed un Rapporto di pianificazione e programma di realizzazione (1999). Si può legittimamente affermare che la normativa pianificatoria attualmente in vigore è stata concepita 30 anni fa e consolidata 20 anni orsono e non è più adeguata alle esigenze attuali di un territorio in trasformazione che va definito (si pensi solo al tracciato definito della Circonvallazione, ai nuovi contenuti dell’Ae­roporto, all’arrivo del Liceo in un più ampio comparto scolastico, all’ampliamento della Casa anziani, allo spostamento delle officine FLP, l’incompiuta Riva Lago ed al triste spiazzo chiamato Piazza S. Provino, etc.) La Legge sullo sviluppo territoriale (LST) prevede che il PR sia sottoposto a verifica, di regola ogni dieci anni (LST 33) e che di prassi ogni vent’anni venga aggior­nato, comunque in caso di notevole cam­biamento delle circostanze, in procedura ordinaria o semplificata.

La richiesta di un nuovo Piano Regolatore

Visto quanto sopra, già nel 2019 è stata presentata una mozione al Municipio per dare avvio ai lavori per un nuovo PR (cfr. Mozione allegata sul sito viviagno.ch), che chiedeva anche di inserire anche la Varian­te Monda Bolette e il Comparto Riva Lago in questa nuova definizione pianificatoria, dato che gli studi già effettuati potevano essere utilizzati e rivisti all’interno della revi­sione globale del PR vista l’ampiezza dei comprensori confinanti ed il loro interesse strategico.

Il 22 aprile 2020, il Municipio ha risposto no, oggi no. La mozione per la revisione totale del PR non va accolta perché, tra altro, citiamo “esige un impegno di risorse non indiffe­rente sia a livello umano (per i funzio­nari dell’UTC) che da parte degli organi istitu­zionali (Municipio e Commis­sioni) chia­mati ad accompagnare le varie fasi della proce­dura”, ”comporta tempi lun­ghi di studio, adozione e attuazione”, ”non è quindi lo stru­mento più idoneo per dare risposte pun­tuali (ndr. quali?) ed in tempi brevi alle esi­genze più urgenti (ndr. di chi?) che emer­go­no dal territorio” e prima va approvata la Variante Monda Bolette, ovviamente fuori dalle regole di un nuovo Piano Regolatore.

Al Municipio basta un Masterplan, allestito senza passare dalle Commissioni legislative e che sfugge completamente al controllo del Consiglio comunale e dei cittadini (e quindi senza al­cuna legittimazione democratica), creato intorno e contestualmente alla Variante menzionata.

ViviAgno chiede che si avvii subito la procedura per un nuovo Piano Regolatore (o almeno un dettagliato Piano d’Azione Comunale come prescrive la legge), meglio se origina da un con­corso di idee e che ridefinisca in una visione globale e comples­siva il territorio comunale e proietti Agno nei prossimi 20 anni come un Comune moderno con un territorio ed infrastrut­ture di qualità, meglio vivibile e dal valore paesaggistico, che sia esempio di mobilità lenta ed inte­grata, con ampie zone verdi ed accessi a lago, con particolare attenzione all’aspetto urbanistico della Riva Lago ed un’intera­zione tra i nuclei di Mondonico, Serocca e Cassina con un centro di qualità che finalmente abbia una Piazza. Contestualmente andranno indiri­zzati ed integrati i progetti in divenire (comparto scolastico del Liceo, interazione con l’Aero­porto, inserimento Circonvallazione, etc.), cercando di determinare i contenuti del nostro territorio e non limitarci a solo recepire intenzioni desideri cantonali.

Mobilità, turismo, natura, cultura, servizi e qualità di vita sono elementi che possono e devono essere valorizzati in una visione di insieme. I recenti cambiamenti imposti dalla pandemia sono opportunità anche per ridefinire i temi del lavoro da casa, delle nuove professioni e degli spazi per i giovani.

Una nuova, oculata pianificazione è anche l’occasione da sfruttare per valorizzare in termini economici le zone di pregio e per­mettere così al nostro Comune nuove ed interessanti entrate fiscali che permettano di ridare ossigeno a bilanci oltremodo sofferenti.

Come è vero che ridefinire la pianificazione del territorio è un esercizio complesso ed impe­gnativo, è vero che prima lo si inizia e prima si giunge al termine.

Servono tuttavia una visione strategica, ambizione e le capacità per dirigere politi­camente il processo pianificatorio, ciò che ancora oggi manca al nostro Comune, che finora si è limitato per lo più a rispondere puntualmente e con urgenza alle solleci­tazioni di qualche interesse privato, senza cogliere alcuna valida opportunità.

Pensiamo in particolare alla Variante Mon­da Bolette dove si è ad esempio evitato di inserire contenuti riferiti ad un parcheg­gio pubblico sotterraneo all’entrata del Comune (che potesse servire la zona lago ed il nu­cleo di Agno liberandolo dai par­cheggi). Per il Municipio mancano, citiamo “la necessità e l’interesse pubblico”, per noi una delle occasioni perse.

Il futuro del territorio, tra provocazione e partecipazione

Più di una volta e da tempo abbiamo e­spresso come impostare la progettazione futura del nostro Comune, con quella che per alcuni è tempo perso o una provo­cazione, per noi invece una ragionevole proposta.

Avviare un concorso internazionale di idee aperto ai migliori urbanisti e gruppi interdi­scipli­nari, per proporre la ridefinizione urbanistica del territorio di Agno sulla base dei temi (contenuti ed esigenze finanziarie, vedi sopra), indicati dal Comune tramite un coordinatore. Una giuria mista valuterà i progetti, sui quali anche la popolazione po­trà esprimere le sue prefe­renze. Da queste risultanze le istituzioni politiche (Municipio e Commissione della piani­ficazione) lavore­ranno all’elaborazione del nuovo PR. Ciò è già avvenuto con successo in altre città e comprensori del Canton Ticino.

Volendo essere meno ambiziosi, pensiamo ad un concorso di idee che coinvolga ed inviti unicamente i politecnici e le facoltà di architettura di Losanna, Zurigo e Mendrisio con i loro studenti a definire in occasione di lavori di diploma, possibili scenari per la pianificazione del Comune di Agno, asse­gnando un premio simbolico, sulla base delle scelte di una giuria mista.

Questa per noi è la partecipazione al pro­cesso pianificatorio: partecipare significa ascoltare più voci, portare idee, avere/dare più opzioni sulle quali esprimersi per poter scegliere e non l’illusoria presentazione un solo e definito progetto, allestito dietro le quinte, con l’indicazione che comunque è tardi per cambiarlo (come fatto appunto con la Variante Monda Bolette.

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